martedì 19 giugno 2018

Ritorno in bosco a Certosa di Pesio

Finalmente ritorno a scrivere di una vera e propria gara in bosco dopo un periodo abbastanza lungo di assenza, Purtroppo a causa della lontananza delle gare e delle difficoltà logistiche legate alla gestione di Marco, alla fine era dalla tre giorni del Primiero (Luglio 2017) che non mi cimentavo a cercar lanterne in un bosco vero e proprio. Nel frattempo dall'inizio del 2018 ho partecipato ad alcune gare di trail running e a gare sprint in centro storico o simili, ma mi mancava davvero la sensazione che si prova a correre in bosco.

C'era quindi bisogno di ritrovare un po' i meccanismi, il ritmo ed il divertimento, da qui la decisione di correre nel percorso ROSSO e non nel NERO alla gara di Certosa di Pesio, organizzata dagli amici dall'Oricuneo.

Obiettivi: mantenere un ritmo tranquillo,  ritrovare un po' di confidenza nella lettura e minimizzare gli errori.

Parto quindi abbastanza rilassato e dopo un primo punto affrontato con una strategia "da esordiente", imposto un ritmo blando e tutto fila abbastanza liscio fino al punto 4. Ovviamente mi rendo conto che faccio un po' fatica a entrare in carta e tendo a non tenere bene la curva di livello, a causa della disabitudine a correre su terreni brutti. Alla 5 commetto poi il primo vero e proprio errore, in quanto sbaglio il punto di attacco dal sentiero e salgo troppo presto in una zona di sassi molto brutta. Lascio lì (almeno) due minuti, ma riesco a ritrovare la concentrazione. Tutto prosegue abbastanza bene fino al punto 9 (purtroppo dal punto 8 al 12 la traccia non è molto affidabile) poi per andare al 10 sbaglio a tenere la curva di livello e finisco troppo in basso. Cerco di non perdere la calma e riesco in qualche modo a rilocalizzarmi dal sentiero e punto con successo al 10 (almeno altri 3 minuti di errore). Poi la gara prosegue abbastanza sicura fino alla fine. 


In sostanza chiudo in circa 42 min, a 8:24 min/kmsf, in seconda posizione.
Senza errori, sempre ad un ritmo tranquillo, avrei chiuso a 35 min, quindi a 1 min/kmsf in meno, e avrei vinto con ampio margine.
Sono quindi soddisfatto soprattutto considerando la non abitudine al bosco.

Spero alla 5 days of Italy di poter contenere gli errori e proverò a spingere più forte in tutte le 5 gare.

Massima concentrazione dopo la partenza




giovedì 26 aprile 2018

Sprint a Ivrea - 21/04/2018

Ed eccoci dinuovo qui a raccontare una bellissima giornata all'insegna della famiglia e dell'orienteering.
Doveva essere una due giorni, sabato sprint a Ivrea e domenica long in Val Sessera, ma per incertezze dovute alla presenza di neve sulla strada di accesso a Boschetto Sessera, la gara della domenica è stata rinviata in data da destinarsi.

Decidiamo di fare la gara sia io che mia moglie Elisabetta, cercando di gestire a turno il piccolo Marco e chiedendo agli organizzatori partenze a orari compatibili con la nostra situazione.
Veniamo accontentati (grazie a Leo Curzio e Ale Malusardi per il sostegno! ) e quindi mi reco in partenza deciso a vedere a che punto siamo, memore però dell'allenamento il mercoledi precedente al Parco della Colletta, dove due errori di direzione in uscita dal punto la dicono lunga su quanto disallineamento ci sia in questo momento tra la potenzialità a livello fisico e la velocità di lettura.

Parto deciso a cercare comunque la velocità.
Punto 1 a parte, dove sbaglio per colpa di una errata valutazione della scala, fino al punto 8 compreso, dove non vi sono particolari difficoltà tecniche, riesco ad esprimere una discreta velocità e un buon anticipo nella lettura.
I miei limiti del momenti si palesano però al punto 8, anzi, per la verità nella tratta dal 7 all'8, dove non riesco ad anticipare il punto e vedere in anticipo l'ubicazione dell'imbocco del sottopasso.
Qundi parto nella direzione sbagliata e sono costretto a tornare indietro.
Punto 10 abbastanza bene, ma nuovamente mi trovo impreparato per l'11 e anche per l'uscita dall'11 pasticcio.
Poi, quando la gara sembra finita, mi trovo ancora gli insidiosi punti 16 (passato indenne) e 17 (dove ovviamente arrivo lungo e perdo ancora tempo).

Finisco secondo in M35 dopo Alberto Grilli, ma lasciando alla fine 2 minuti, nei vari errori menzionati.

Un particolare complimento ai tracciatori della gara, Lucia e Samuele Curzio, che hanno saputo tracciare una gara avvincente, con bei cambi di ritmo e insidie piazzati nei momenti giusti.



Questa gara secondo me è la perfetta fotografia della situazione attuale, soprattutto nelle gare dove c'è da prendere decisioni in fretta. Da un lato ho migliorato la preparazione fisica e quindi sono in grado di reggere ritmi di corsa più sostenuti, ma non allenandomi a sufficienza sulla lettura ho perso coordinazione tra velocità e lettura.

A questo punto mi conviene lavorare su due fronti.
Da un lato, in gara, cercare di adattare il ritmo alle difficoltà che incontro, che è una cosa che mi riesce solo talvolta, ma potrebbe essere la chiave per capitalizzare qualche buon piazzamento, "gestendo" le tratte tecniche e spingendo forte sulle tratte più semplici.
Dal'altro cercare di allenarmi maggiormente in carta, di modo da migliorare l'anticipo anche a velocità di corsa più sostenute.

Quest'anno non ho ancora avuto modo di confrontarmi in gare di bosco, sarà interessante vedere se almeno lì, limiti tecnici a parte, la miglior preparazione fisica e la possibilità di prendere decisioni con un po' più di calma, porterà a qualche cosa di buono.

Adesso ci sono un po' di gare di corsa in montagna, poi spero a inizio Giugno di poter andare al campionato ligure long a Rovegno il 3 Giugno. Lì potrei avere un primo riscontro della mia situazione in un bosco piuttosto tecnico.



venerdì 13 aprile 2018

Parco Fluviale del Gesso 07/04/2018

Primo blog del 2018!
Ma cominciamo con un po' di aggiornamenti.
Dopo molti anni di militanza nell'Oricuneo, da quest'anno con Dario Bertolini e Massimo Ghirardi abbiamo fondato una nuova società, l'Atletica Nichelino Orienteering, appoggiata alla storica ed omonima società di Atletica.

Per chi fosse interessato a dare un'occhiata, questo è il nostro sito web, all'interno del quale vi è anche il link alla pagina facebook:

https://oriatleticanichelino.wordpress.com

Dario è un orientista esperto, autentica promessa di questo sport in età giovanile, dotato di una corsa potente e di un amore smodato per il verde 3. Massimo, oltre ad essere un orientista esperto, ricopre anche un importante incarico istituzionale in quanto è il delegato FISO in Piemonte.

La mission della società è di creare un nucleo coeso di giovani orientisti anche a Torino e dintorni.
Io sto cercando di supportare il progetto al meglio delle mie possibilità attuali, sfruttando al contempo tutte le opportunità di miglioramento sia nell'orienteering che nella preparazione atletica che la società mi può offrire.

In questo 2018 non riuscendo ad essere presente con costanza agli allenamenti settimanali della società, sto cercando di lavorare al meglio sulla preparazione fisica, senza comunque trascurare la parte orientistica, partecipando quando possibile ad allenamenti mirati ed effettuando molta lettura a secco. Partecipazione alle gare vicine e qualche grosso evento (e.g. 5 days of Italy).
Pianificazione dei trail e dei vertikal in non più di uno al mese.

Ma veniamo alla gara.
Dopo l'esordio stagionale a Savona, di cui non purtroppo non ho scritto il blog, seconda gara dell'anno al Parco Fluviale del Gesso. Gara promozionale organizzata molto bene dalla mia vecchia società, sotto la guida del rientrante Andrea Bruno.

Parto molto convinto e concentrato, e infatti dopo i primi tre split sono secondo. Poi nella semplice tratta 3-4 commetto il primo errore di giornata, ovvero cambio di strategia in corsa che oltre a farmi perdere tempo mi porta a dubbi sulla mia posizione.
Recupero in qualche modo ma subisco il colpo e rimango molto confuso nella decisione da prendere nella tratta 4-5, e avanzo con un po' di difficoltà nell'attraversamento del bosco fitto. Dopo questi due errori mi trovo in ottava posizione.
Riesco a resettare il cervello e a riprendere un ritmo di gara decente, e da lì in avanti la gara procede abbastanza filante, non perfetta, ma senza svarioni colossali. Recupero fino alla quinta posizione finale, subito dietro al mio vecchio compagno di squadra Andrea Migliore.

Facendo un bilancio, posso dire che pago la non abitudine a gareggiare e a correre in carta.
Non posso quindi aspettarmi di riuscire a beneficiare della buona forma fisica se non elimino gli errori gravi.
Di positivo però c'è che senza i due errori alla 4 e alla 5 (che onestamente ormai sono evitabilissimi) e senza essere stato ineccepibile negli altri punti sarei finito comunque in zona podio a giocarmela con gente come Enrico Gottardo.

Inoltre la mia velocità è limitata dalla lettura, infatti all'arrivo non mi sentivo affatto stanco.
Mi aspetto quest'anno di riuscire ad economizzare un po' la lettura, limare qua e là le sbavature, ma soprattutto evitare gli svarioni, che sono stati sempre un po' il mio problema più grosso.
Su questo la grande esperienza di Dario può essere molto utile.





sabato 15 luglio 2017

3 Days Dolomiti 2017

Era tutto l'anno che aspettavo questa trasferta, ma negli ultimi giorni sicuramente la tensione legata all'insorgere di problemi era alta.
Da un lato i problemi a lavoro,  che mi hanno costretto varie volte a lavorare di sera da casa,  dall'altro Marco che pur essendo un adorabile e bellissimo bimbo è molto impegnativo che tra l'altro non aveva mai fatto 6 ore di macchina...
Insomma, prima di partire molte incertezze.
Poi in realtà il viaggio si conclude bene, anche grazie all'ottima organizzazione mia e di mia moglie,  e a San Martino di Castrozza ci sentiamo subito "a casa".
Una delle prime immagini è la vista sulle Pale di S. Martino dal balcone del nostro residence, che si può vedere qua sotto.
Vista dal Residence
Il paesino è molto bello e nonostante la stanchezza del viaggio, ci concediamo subito una passeggiatina alla scoperta del paese. Localizziamo subito un bellissimo negozietto di salumi tipici locali (che sarà la nostra principale fonte di calorie per l'intera vacanza :-) ) ed un altro dove gustiamo uno Strudel eccezionale.

Dopo un giorno dedicato al relax e ad una bellissima passeggiata immersi nel bosco, viene il momento delle prime due gare.
L'evento è organizzato come due manifestazione separate.
I "Village stages" due giorni di gare sprint a Transacqua e a Tonadico, a cui partecipa Elisabetta, e la 3 Days Dolomiti, 3 giorni di gare rispettivamente in Val Venegia, al Passo Rolle, e a San Martino di Castrozza, dove invece gareggio io.

Elisabetta si comporta piuttosto bene nei Village Stages, in particolare nella seconda gara, dove riesce a piazzarsi a metà classifica nella W35 (esordio quest'anno nella categoria).
Qui di seguito le mappe ed una sua foto alla lanterna 100 nella prima gara.

Carta W35 Transacqua
Carta W35 Tonadico
Ely alla fine di gara 1












Si passa poi alla 3 days.
Il primo giorno si corre la middle su carta nuova in Val Venegia, una piccola e bellissima valle nascosta, di origine glaciale, all'interno del Parco Naturale di Panaveggio.
Nonostante possa poi dire che l'organizzazione da parte del Primiero è all'altezza, tuttavia la gestione dei parcheggi risulta poco studiata e lasciata al caso. Pertanto mi ritrovo a dover parcheggiare per la strada, trovo un posto per pura fortuna e mi avvio correndo per arrivare in tempo alla partenza. Non porto dietro la famiglia, prevedendo qualche problema logistico, e la preoccupazione un po' si fa sentire.

In gara in Val Venegia
Il risultato è che non faccio check e clear alla partenza, me ne accorgo mentre vado alla 1, torno indietro, riparto, non trovo la 1, il tempo passa inesorabile per non tornare al residence a ore beate decido di ritirarmi.
Purtroppo è un duro colpo, anche perché non si tratta di un fatto tecnico, ma semplicemente la testa è da un'altra parte. La 1 non era
Vista della Val Venegia
un punto difficile, ma evidentemente chissà dove sono finito mentre correvo verso la 1 immerso nei miei pensieri che non avevano nulla  a che vedere con l'orienteering.

Cerco almeno di limitare i danni godendomi il panorama fantastico.  Ecco un'immagine della valle, ed una    
del sottoscritto (foto by PWT Park    World Tour Italy Orienteering)      durante la (brevissima) gara. Il momento è difficile, perché mi  aspettano due gare Long e il morale è abbastanza basso. Cerco però di trovare le motivazioni e le risorse giuste, e il giorno dopo al passo Rolle la situazione cambia.  Intanto andiamo tutti, e la cose mi mette tranquillità. Inoltre, anche se come dicevo in precedenza la situazione parcheggi è complicata, trovo un buco vicino alla malga Rolle, e questo agevola notevolmente tutta la logistica con  il bimbo. Un altro tassello va nel posto giusto.

Vado in partenza piuttosto sereno, godendomi il panorama che è davvero mozzafiato...
Parto tranquillo, ma subito alla 1 commetto un errore prendendo come riferimento l'avvallamento sbagliato. Non mi perdo d'animo e studio una strategia non troppo suicida per la 2. In realtà ci riesco solo a metà, perché scendo in un posto troppo impervio quando invece c'era una stradina in costa che mi portava sul prato. Per la 3 corretta l'idea, ma poi non prendo la direzione giusta dalla torretta d'osservazione e devo ricorreggere nel bosco. Nei primi punti mi diverto molto, ma non raccolgo molto come performance. Poi comincio ad andare un po' meglio, e non commetto poi più grossi errori fino alla fine.
Molto lento nelle tratte 5-6 e 9-10 e 14-15 e 15-16, ma più che altro per la stanchezza e per evitare errori grossi.
Contento per aver tenuto duro alla 17 e alla 18, forse i punti più difficili, anche perché da affrontare quando già stanchi.



Alla fine chiudo in 1:44:19 una gara in M21A di 7.7 km + 420 mD+, quindi facendo 8:44 min/kmsf.
Probabilmente una delle mie migliori medie su una long di questo livello.
E ancora ci sono molte scelte migliorabili, che farebbero scendere di molto il tempo, a parità velocità di corsa.

Il terzo e ultimo giorno si corre a S. Martino di Castrozza.
La gara è data come la più tecnica delle tre, con un terreno complicato che mette a rischio le caviglie.
Contro ogni pronostico non parto male, e sulla 1 mi esalto abbastanza, interpretando bene la scelta.
Purtroppo sulla due, punto facilissimo, a causa di una detrazione, attacco il punto da una zona sbagliata e vado un po' nel pallone, non riuscendo a rilocalizzarmi in fretta. Capisco poi l'errore e rimedio, ma perdo un'eternità. Cerco di rifiatare alla 3, andando sulla strada per non commettere ulteriori errori.
Ho poi parecchie difficoltà ad interpretare il terreno andando alla 4, e infatti la mia azione risulta molto molto lenta.
Poi probabilmente faccio la scelta che mi consente di finire la gara...
Per la 5 decido di non infilarmi in mezzo, anche per via della salitona da affrontare, e opto per una via più lunga ma tutta su strada/sentiero, con un punto d'attacco piuttosto semplice ed evidente.
E infatti faccio il mio split migliore proprio lì.
Poi arrivano due punti per me difficili, la 6 e la 7, dove non riesco a trovare una buona strategia, e fatico in zona punto. Sono punti da 2/3 minuti ciascuno e ce ne metto rispettivamente 6 e 7.
In questi due punti secondo me sono racchiusi i miei problemi tecnici più importanti.
Poi la gara scorre via abbastanza bene e tecnicamente finisce alla 14.
Tempo finale 2:04:11 ma non faccio molte considerazioni agonistiche, troppi errori tecnici. Però contento di averla conclusa e di aver indovinato la tratta 4-5.



Concludo il blog con una immagine che è la più bella ed importante di tutto.


Alla prossima.



venerdì 23 giugno 2017

Coppa GSport a metà

Dopo la gara di Volvera, ci doveva essere un ritorno un po' più massiccio sia alle gare di orienteering che di trail running.
Infatti stavo ultimando la preparazione per quella che avrebbe dovuto essere la gara più importante dell'anno, il Trofeo Chaberton, in programma domenica 25 Giugno.
L'ultimo test era il Rensen Trail ad Arenzano, disputato il 28 Maggio.
Purtroppo questo test mi ha fatto capire che non è il momento per fare gare che richiedono questo genere di impegno fisico. Troppa stanchezza, troppe notti insonni.
Mi vedo quindi costretto a posporre a Settembre/Ottobre gli obiettivi legati ai trail.
E anche per le trasferte orientistiche è lo stesso discorso, per il momento ci concederemo la 3 giorni delle Dolomiti, come vacanza.
Poi vedremo cosa riusciremo a fare.

Però intanto l'allenamento continua e si cerca, quando possibile, di fare le gare nella zona, come la seconda bi-sprint valevole per la coppa GSport, al parco Colonnati, il 18 Giugno.
In realtà decidiamo di correre solo la prima gara delle due manche, perché al pomeriggio c'è il battesimo di Marco, e abbiamo ancora alcune casette da preparare.

Per una volta parto veramente tranquillo, rilassato, pensando solo a godermi una corsetta nel parco, ma comunque con il giusto livello di concentrazione.
Mi sembra di partire lento, ma il mio Fenix 3 dice 3:50 min/km, quindi mi rendo conto che invece le gambe girano, ma cerco subito di regolarizzare un po' il passo e adattarlo alla velocità di lettura.
Alla 1 non sbaglio, ma un po' di incertezza mi fa perdere tempo, così che mentre vado alla 2 butto un occhio alla 3 e alla 4. Verso la 3 cerco di spingere bene, e vedo che le gambe danno ancora soddisfazione, ma non  esagero. Sia ad andare alla 3 che poi tornando indietro verso la 4 ho la lucidità di aggirare delle collinette e non perdo tempo nelle salitelle. Buon segno...
Andando verso la 4 leggo in anticipo 5, 6 e 7.
Evito pasticci alla 8 rallentando un po', e poi vado piuttosto bene fino alla 12, tra l'altro per la 12 aggiro tutto il boschetto ed evito di incasinarmi in mezzo al verde.
A questo punto, alla 13 commetto l'unico errorino della gara. Non capisco il punto d'attacco e esco nel boschetto un po' casaccio. Fortunatamente riesco a cavarmela e vado in spinta fino alla fine.
Da segnalare ancora qualche piccolo errore di traiettoria in uscita dai punti 14 e 16.

Prendo un minuto da un Andrea Bruno in forma... sono contento, soprattutto per la regolarità e l'approccio abbastanza fluido alla lettura.

Questo week end salterò il trofeo Chaberton, ma se riesco andrò comunque in cima facendo un  allenamento trail, e vedrò passare gli atleti. Sarà comunque una bella esperienza.

Poi tra una settimana si parte per il Trentino...










mercoledì 26 aprile 2017

Un po' di morale a Volvera

Avrei voluto intitolare così il blog dopo la gara a Fontanigorda.
Peccato che ci sia stato un clamoroso ritiro alla lanterna 4.

Testa ancora assente, gara su terreno assai tosto e di livello tecnico decisamente superiore alle mie capacità (era presente un certo Sebastian Inderst, non potevano certo tracciare una gara "facile" )...
insomma un disastro annunciato.
Anche dai disastri si può però imparare qualcosa, ovvero che quando si sa che si corre su un terreno tanto tecnico è meglio valutare ben bene la categoria, eventualmente scendendo dalla MA alla MB.
Soprattutto di questi tempi dove la testa è quella che è e la grinta è molto bassa.
Meglio una gara più semplice corsa bene, pulita, leggendo in anticipo, che una gara difficile corsa malissimo e in affanno.

Detto ciò, avevo bisogno proprio di divertirmi un po', di concludere bene spingendo a tutta in una gara più semplice, anche in centro storico.
L'occasione è arrivata alla bi-sprint a Volvera, valida per la coppa Gsport,  molto ben organizzata dall'omonima società. Vi sono anche nomi importanti tra giovani e meno giovani, che rendono la MA piuttosto interessante anche per la classifica.
Tra l'altro io ed Elisabetta avevamo deciso di provare a correre entrambi tutte e due le manche, guardando a turno il piccolo Marco.
Decido pertanto di rilassarmi, godermi la giornata, pensare solo a correre e a divertirmi.

Già alla prima lanterna la fatica si fa sentire, e mi allarmo abbastanza, ma poi butto un rapido sguardo al Garmin e vedo che sto andando sotto i 3:50... le gambe sembrano andare bene. Allora cerco di rallentare un po', regolarizzare il passo per riuscire ad anticipare i punti ed evitare i soliti errori.

Il risultato non è male, compio alcune imprecisioni nelle tratte:
2-3 --> bisognava proseguire a ovest lungo la strada e svoltare. Più corta e meno lettura
11-12 --> non so perché non mi sono fidato a entrare tra le case ed andare lungo la linea



Arrivo stremato, e comincio a pensare che gara 2 sarà una sofferenza...
Invece NO, le gambe ci sono ma parto comunque in controllo. Punti 1 e 2 filano senza intoppi.
Al 3 commetto il primo errorino, non tagliando secco in uscita dal 2.
Bene fino al 10.
Poi all'11 commetto l'unico vero errore, non andando dritto alla rotonda, ma girando per prendere un passaggio che poi era chiuso (per la verità segnato in carta, ma nella corsa non l'avevo visto).
Bene gli ultimi 3 punti vicini, lucidità nel non spremermi troppo nella tratta 12-13, riuscendo a farmi già un'idea di 14,15 e 16.



Chiudo al 5° posto entrambe le gare, nella seconda in particolare a meno di 2 min da Giuliani, e non è male.




Unica nota amara, beccarsi prima 11 e poi 5 sec dal buon Balbo e non essere il più veloce di giornata della società. Ma di questi tempi va bene anche godere solo a metà!

Adesso occorre continuare così, essere regolari, e confermarsi in bosco.

Alla prossima (forse Pellio d'Intelvi).

venerdì 14 aprile 2017

La prima trasferta orientistica da neo-papà

Dopo praticamente un anno di digiuno dall'orienteering che conta, si ritorna con fatica sui campi di gara.
Era praticamente da Giugno 2016 (gara in Svizzera su terreno assurdo, costatami una brutta distorsione alla caviglia) che non gareggiavo.
Il motivo e' nobile, infatti proprio più o meno avevamo scoperto che Elisabetta era incinta... e quindi
avevamo dovuto ridimensionare un po' il nostro vagabondare, saltando praticamente tutti o quasi gli appuntamenti nazionali.

E adesso eccoci qui, il piccolo Marco sta per compiere tre mesi, e abbiamo deciso di lanciarci in questa due giorni sul lago di Como, stanchi morti, ma desiderosi di provare questa esperienza, anche per capire anche come avremmo reagito a un week-end intenso di gare dovendo gestire la nostra creatura!

Il bilancio è positivo, nonstante le innegabili difficoltà legate alla logistica con un bimbo di meno di tre mesi, siamo riusciti a cavarcela egregiamente, e ci ha fatto piacere rivedere tanti amici che hanno voluto conoscere e si sono innamorati di Marco.

Sul piano orientistico la faccenda è complessa.
I fatti dicono che Elisabetta nella sprint di sabato a Dervio si è dimenticata di fare check e clear...
Io nella Long di domenica a piano Rancio ho combinato tra le peggiori cretinate di sempre...

La cosa curiosa è che in questi mesi, nonstante le notti insonni, le difficoltà al lavoro, la gestione del bimbo, i momenti difficili, ho sempre continuato ad allenarmi (tra l'altro ne approfitto per ringraziare l'amico Dario che mi sta dando una mano enorme per gli allenamenti... grazie!) e ora comincio ad essere in forma, e lo dicono anche i trail che ho corso nei mesi scorsi.

Però, nonstante lo stato di forma fisica indiscutibilmente buono, il migliore degli ultimi anni, domenica non avevo la testa...
dopo poco non avevo i piedi (distrutti dalle vesciche)...
e poi han ceduto anche le gambe... (e sabato non avevo nemmeno corso la sprint, per alternarci con Eli).

Il risultato è il seguente: gara di 9.1 e 400 D+ corsa in 2h 11m, un'eternità, con un lag (7-8), punto facilissimo, dove c'era una comoda strada, io invece mi lancio in un bosco ripido pieno di foglie e lascio 13 minuti, continuando ad evitare di scendere in strada, ma vagando senza meta nel bosco come in trance...
Poi lag 19-20 faccio un'altra assurdità, salendo dal punto di ristoro sbagliato a cercare il masso. Lascio altri 10 minuti...
Ci sono poi altre miriadi di errori, ma comunque anche quando ho corso correttamente sono stato lento, poco convinto, e sempre molto molto confuso nell'azione.


Le gambe dicono che una gara così forse potrei correrla in 1h30- 1h35,  però al momento la testa non esiste.

Sono giunto alla conclusione che i ritmi devastanti di questi mesi mi hanno prosciugato, non c'è più spazio nemmeno per uno spillo nella mia testa, e ogni stress aggiuntivo si tramuta in un disastro.

Adesso però Marco pian piano sta diventando più gestibile, le notti vanno meglio, stiamo cominciando a dormire meglio e forse, con il tempo, comincerà a ritornare la lucidità.

Il 2017 orientistico doveva cominciare in qualche modo... è cominciato con una bellissima trasferta in cui ci siamo goduti il bimbo, la natura e gli amici. Ora bisogna scrollarsi di dosso le difficoltà e comiciare a fare sul serio nelle gare.

Magari già lunedi 17 al Bosco delle Fate a Fontanigorda... chi lo sa...



sabato 30 aprile 2016

Dallo svarione alla soddisfazione: Magreglio e Entracque

Se nel titolo compare la parola "svarione" che continua ad essere predominante anche nell'attività orientistica di quest'anno, va detto che per una volta devo far comparire la parola "soddisfazione", che è legata principalamente alla scomparsa dello svarione, e forse indice che qualcosa nella mia testa sta cambiando.

A cosa mi riferisco?
Alle ultime due gare disputate rispettivamente il 23/04 a Magreglio e il 25/04 a Entracque.

Partiamo da Magreglio, prima di una tre giorni di gare internazionali organizzate dal Nivana Verde.
Il 23/04 sono in programma sia la gara middle che la gara sprint, mentre il 24/04 c'è la long.

Decido di correre solo la middle, più che altro per tenermi qualcosina per Entracque, gara di casa organizzata dall'Oricuneo, la mia società, dove voglio cercare di cambiare passo.

Parto da Torino in compagnia dell'esperto Enzo Zamperin, anche lui Oricuneese come me.
Ci tengo a far bene, anche perché è dall'inizio della stagione che sono in una buona forma fisica ma non riesco assolutamente a trasformarla in risultati soddisfacenti.

Ed infatti, per continuare sulla linea della insoddisfazione, già al punto 1 riesco a fare una cosa totalmente inspiegabile (in realtà è spiegabile pensando ad una errata collocazione della svedese...) però in ogni caso non avrei dovuto commettere un errore del genere.

Provo a spiegare.
La svedese era sull'angolo di un recinto, e la mia mente l'ha collocata nel punto rosso. A quel punto la mia strategia era di aggirare il recinto privato andando a nord ovest e poi costeggiarlo, arrivare al prato e da lì scendere. Strategia poco furba già di suo, perché bastava scendere a sud sul sentiero, tagliare il prato e poi  scendere alla lanterna.
Il problema è che io ho fatto tutti questi ragionamenti ma poi li ho applicati all'altro recinto, in pratica come se la svedese fosse piazzata sul puntino verde.
Non mi spiego come non me ne sia accorto, anche già solo dalla direzione errata.
Fatto sta che alla fine ho fatto un giro assurdo e mi sono ritrovato alla 2. Un punto da 2 minuti fatto in più di sette minuti.
Botta clamorosa al morale e nessuna spiegazione plausibile (durante la gara).
Da lì ho praticamente cominciato la mia gara con il morale già sotto le scarpe.
Abbastanza bene punti 2 e 3, poi al 4 commetto la seconda cazzata totale della giornata.
Anche qui vale la pena spendere due parole.
La strategia è piuttosto semplice ed evidente. Andare fino all'incrocio di sentieri e poi seguire il puntino rosso.
Facile.
E invece no...
Proseguo inspiegabilmente fino a un bivio che non mi torna assolutamente.
Dopo un po' di panico riesco a capire la situazione e, pur perdendo almeno 3 minuti preziosi, salvo in corner la situazione re-inventando una strategia.
Alla fine faccio parecchia strada in più, ma non commettendo altre baggianate vado sicuro al punto aggirando la parete rocciosa.
Qui il morale subisce un altro duro colpo.



Qui sotto la mappa completa.
A parte il punto 6, dove parto con la strategia sbagliata (conveniva forse puntare alle due collinette a nord-ovest del 5) non corro troppo male gli altri punti dove commetto ancora qua e là delle sbavature. Ad esempio al punto 12 arrivo bene sotto la salita, ma poi mi areno sulla collinetta.
Tempo finale 1:12:04.






































Gara molto tecnica corsa piuttosto male. Il potenziale è tutto un altro, ma rimane ancora inespresso.

Lunedì 25/04 è invece la volta della middle di Entracque. Viaggiamo in compagnia dell'amico Michele Fiocca, atleta Elite romano che da qualche mese è a Torino per studio.
La giornata è di sole pieno, non troppo freddo, ed il ritrovo è al centro di sci di fondo, un posto da cui si gode un panorama eccelso sulle montagne (dove la neve caduta nella notte scintilla alla grande).

Che dire della gara... come per incanto riesco a togliermi di dosso i soliti problemi e corro sempre all'attacco, sempre in spinta, sempre convinto delle mie possibilità
Commetto l'unico vero errore per andare alla 7, dove decido di passare dalla parte sbagliata del recinto e mi creo un po' di problemi a scendere dai vari muretti, perdendo abbastanza tempo.
Anche la 11 potrebbe essere migliorabile, in quanto potevo scendere nel semiaperto subito dopo il verde, a ovest della strada, risparmiando un po' di strada.
Il punto 14 non era collocato bene, e per questo infatti faccio un po' di confusione per andare alla 15.
Tempo finale 45:01.

Terreno sicuramente meno tecnico di Magreglio, ma non provo di insidie, come denotano i vari errori commessi da molti veterani.
Nulla però mi toglie toglie la soddisfazione di una gara corsa come si deve, di un terzo posto davanti per 1 min 30s ad Andrea Bruno (che ringrazio per tutti gli allenamenti organizzati negli scorsi mesi e per i vari consigli da quando ho iniziato a fare orientamento).
Se mi avessero detto una cosa del genere anche solo l'anno scorso non ci avrei creduto...

Non mi aspetto di aver risolto i problemi, commetterò ancora molte sciocchezze.
Però ora so che posso fare bene. Bisogna continuare ad allenarsi duramente e crederci sempre.

Fino all'ultimo centimetro prima del finish...






sabato 23 aprile 2016

Un salotto con vista sul paradiso

Dopo essere stato menzionato nell'ultimo blog di Dario Pedrotti per una delle mie (pessime) tratte della gara Long a Cansiglio, mi è tornata la voglia di scrivere.
L'ultimo blog risale a circa un anno fa, e di gare ne sono passate sotto i ponti...

L'ultima avventura, non raccontata in alcun blog, è stata a Pasqua in Borgogna, dove (credevo) di aver fatto un deciso passo in avanti  nell'orienteering in bosco. In realtà il week end di Coppa Italia Revine Lago/Cansiglio ha chiaramente fatto capire che i miracoli non esistono, però leggendo tra le righe è possibile scovare alcuni pallidi segnali positivi.

Ma andiamo con ordine, partendo dalla sprint a Revine Lago.
Prima della gara mi reco in frazione Lago per il Model Event.
Lo corro a ritmi abbastanza blandi, e tra l'altro mi incavolo non poco perché la carta è sbagliata in due punti (sottopassaggio chiuso e strada sbarrata, va beh... è solo il model event) ma errori a parte già  mi rendo conto del livello tecnico che ci aspetta alla sprint.

In partenza mi sento piuttosto nervoso, perchè corro in MSenior con tutti i più forti dell'orienteering italiano. Nonostante io non abbia ALCUNA possibilità di competere con loro, mi sento agitato ugualmente. Forse è la presenza di RAI Sport. Chissà...
Tant'è che in partenza non fanno in tempo ad avvisarmi della presenza dello scalino che mi ci inciampo dopo aver fatto un passo, rischiando di cadere come un sacco di patate e ritirarmi tecnicamente prima della svedese (scusate... delayed start!).

Ma veniamo alla gara.
Parto abbastanza bene ma non veloce, per cercare di evitare errori all'inizio (uno dei miei più grossi problemi nelle sprint) e fino alla 10 faccio una gara dignitosa. Poi purtroppo commetto il primo errore. In realtà preparo bene la scelta per la 11 mentre sto arrivando alla 10 ma purtroppo arrivato al cantiere al posto di andare a destra perdo un attimo contatto con la carta e proseguo dritto, cosa che causa poi un forte disorientamento nei pressi della 18. Riesco a ragionare e riprendermi ma butto via del tempo e subisco un promo duro colpo alla mia sicurezza, cosa che probabilmente causa un altro brutto errore nella tratta 13-14 dove vado in confusione totale e devo praticamente tornare indietro un paio di volte alla 13.
A dare il colpo di grazia ci pensano le salite della 15 e della 16, che non affronto con la grinta giusta anche a causa dei due pesanti errori commessi prima.
Mi riprendo e vado pulito alle 17/18/19 ma un altro errore assurdo è dietro l'angolo, infatti alla 20 non vedo la lanterna nella rientranza del muro vado lungo.
Concludo la gara in 27:47 piuttosto deluso. Almeno tre minuti di errore e poca velocità.

Tracciato veramente di alto livello, infatti dopo la gara mi complimento con Roland Pin per l'ottimo lavoro.










Il piatto forte del week end però deve ancora arrivare. La domenica ci aspetta la long sull'altopiano del Cansiglio, e io corro in MA.
Devo dire che aspettavo con ansia questa gara per vedere a che punto fossero i progressi nel bosco.
Gli errori nelle sprint non mi preoccupano, so di avere un buon potenziale e so che mi manca ancora la capacità di concentrarmi sotto sforzo, ma mi sto allenando e sono molto ottimista.
Il bosco però è un'altra cosa, soprattutto posti come il Cansiglio, un bosco totalmente bianco dove andare di bussola e forme del terreno.

Il posto è davvero incantevole, unico neo è l'assenza di sole ma fortunatamente non piove, ed è già qualcosa di cui essere contenti.


Parto piuttosto rilassato e sereno, e procedo senza grossa difficoltà fino al punto 5, senza spingere eccessivamente e cercando sempre di avere la situazione sotto controllo. Mentre procedo, ripenso alle parole del buon Stegal nel pre-gara, che ho riportato paro-paro nel titolo di questo post. In effetti ricordo raramente di aver incontrato un terreno così corribile. Poi la situazione cambia immediatamente per andare alla 6, dove incontro la prima vera difficoltà di giornata. Scelgo una soluzione che mi consenta di non perdere troppa quota ma che sia abbastanza sicura da non farmi perdere il controllo dopo la curva della strada asfaltata. A parte un po' di difficoltà in costa nel ripido procedo benino e poi avvisto le due collinette dall'inizio della salita... arrivato in cima vedo il mio compagno di squadra Andrea Migliore che era partito 4 minuti prima di me. E vai! Oggi va alla grande!
Rettifico questo commento subito dopo, perché affronto il punto 7 senza strategia, senza gambe, senza palle. Riguardando poi scopro cosa avrei dovuto fare ma va beh, un errore tecnico in una tratta comunque difficile ci sta.
Alla 8 ancora fatico a ritrovare il feeling che avevo fino alla 6, poi comincia la "magia". 9 - 10  corse alla grande, 11 vado un po' storto e faccio più strada ma comunque pongo rimedio con la linea d'arresto del sentiero. Almeno altri 2 o 3 min guadagnati al mio compagno che ormai non vedo più.
A questo punto mi sento un leone... sono fresco, vedo a colpo d'occhio gli altri punti che mi sembrano   banali e allora riparto con l'intenzione di volare fino al traguardo.

Peccato che questo mio progetto meraviglioso fallisca miseramente già alla lanterna successiva.
Sparo un azimut e passo vicino al roccione, poi inspiegabilmente devio a sinistra e praticamente mi perdo. Dopo un po' di girovagare trovo la mega-buca a nord della 3 e del sentiero, azimut e corro come se non ci fosse un domani alla 12. Ora si che posso volare fino al traguardo!

Invece come ha chiaramente spiegato il buon Pedrotti nel suo blog, non vedo nuovamente il cartello e mi sparo affanculo anche alla 13, perdendomi nuovamente e ritrovando nuovamente la via grazie alla stessa buca che mi ha salvato alla 12.
A questo punto il morale è sotto le scarpe, anche perché andando alla 12 vedo passare il mio buon compagno di squadra che nel frattempo andava tranquillo tra queste lanterne di indubbia semplicità lasciandomi razzolare in mezzo alle collinette.

E qui arriva la riscossa!
Parto verso la 14 e.... vado diretto a una lanterna che non è la mia, assistendo al passaggio del buon Michele Caraglio e salutando l'altrettanto buon Emiliano Corona appostato ed intento a fotografare gli atleti.
A questo punto la disperazione si impossessa di me, ma cerco ancora di trascinarmi fino all'arrivo.
Dopo una 15 ancora un po' incerta, ritrovo come per incanto la testa e proseguo tranquillo fino all'arrivo, sentendo il buon Stegal che mi annuncia in pompa magna (mentre io mi sento un totale idiota).

Tempo finale: 1:44:58.
Il bicchiere mezzo vuoto: 10 -15 minuti buttati in 3 lanterne semplicissime.
Il bicchiere mezzo pieno: molte tratte (di cui alcune abbastanza tecniche) corse a buon ritmo, in controllo.

Sicuramente manca ancora un l'esperienza per interpretare al meglio le tratte molto tecniche, però se imparo ad evitare (o almeno gestire) i black out sono sicuro di poter spingere un po' di più. Le gambe fortunatamente non mi mancano e sono in crescendo, anche grazie ad un allenamento specifico per la corsa in montagna.

Adesso mi aspetta un periodo di allenamenti intensi per preparare al meglio un paio di trail che ci saranno tra giugno e luglio. Non mancheranno però allenamenti in carta ed altre gare.

Spero di arrivare pronto, soprattutto di testa, per la prossima Coppa Italia a Borgo Valsugana.

Grazie a Dario per avermi citato e destato dal torpore scrittorio! (vediamo quanto dura...)

Grazie a Stefano per le belle chiacchierate e le citazioni all'arrivo, sono sempre molto apprezzate!

Alla prossima




venerdì 10 aprile 2015

SUUNTO Sprint Race Tour a Brescia e Castelvetro di Modena

Anche se un po' in ritardo mi accingo a commentare brevemente le due gare nazionali sprint a Brescia e Castelvetro del 28 e 29 Marzo scorso.
Giornate molto intense... vissute con il nostro amico Michele Fiocca.
Torino - Brescia il 28 al mattino, gara al pomeriggio, spostamento a Modena in serata (con rapida visita della città e cena con amici di Michele, molto simpatici)  poi gara a Castelvetro di Modena il 29, pranzo in ottimo agriturismo in un posto meraviglioso vicino a Maranello con Damiano e Valentina, amici che abitano in zona e che non vedevamo da parecchio tempo.
Spostamento a Reggio Emilia, rapida visita alla città e ritorno a Torino il giorno successivo.
Essendo riusciti a essere a casa il lunedì in tarda mattinata ho anche pensato bene di andare a "defaticare" in collina... altri 15 km e 600 m di dislivello di corsa su sentiero.

Ma veniamo alle gare. La gara a Brescia doveva essere tutta al di fuori del castello, quindi una gara più scorrevole, per velocisti puri. In realtà a causa dei problemi legati ad una manifestazione, gli organizzatori hanno deciso di far correre, praticamente, solo nel castello.
Il castello di Brescia è una di quelle cose che rendono una sprint davvero difficile, provare per credere! Ci sono molti passaggi stretti e difficilmente visibili in carta, sottopassaggi, scale, in generale  molti modi per arrivare in un posto, alcuni più intelligenti, altri meno, e la difficoltà di dover fare in fretta a decidere rende la sprint molto più avvincente.


La gara, come spesso mi accade, non parte nel migliore dei modi, qui complice anche la stampa su carta di non alta qualità (comprensibile vista la necessità di rifare in fretta e furia i percorsi all'ultimo momento) e quindi affronto il punto 1 con molta indecisione, tipico di quando non si è entrati subito in carta. Poi però le gambe ci sono e lo dimostro nei punti 2 e 3, correndo come se non ci fosse un domani... troppo forse visto che poi, sempre correndo decisamente forte, commetto un errorino al 4 (prontamente corretto, ma son sempre secondi preziosi). Perdo tutta la baldanza andando al 5, dove le curve di livello e le scale impartiscono una severa lezione alla mia preparazione fisica. Fortunatamente sono abbastanza lucido e non tento di mantenere un ritmo impossibile, e mi comporto piuttosto bene nei punti difficili, ovvero 6,7,8,9,10. In particolare 6 e 7 sono davvero tosti, e richiedono alcuni secondi da fermo per capire cosa fare. A quel punto capisco che sono uscito dalle difficoltà del castello, e riprendo a tenere un ritmo di corsa elevato per i punti 11,12,13,14,15 dove mi comporto nuovamente abbastanza bene. Al 16, un punto di una semplicità disarmante riesco a commettere la seconda grossa cavolata della giornata, che evito di commentare... la traccia GPS come direbbe il buon Freddy Mercury in Breakthru "speaks books"...
A quel punto sprinto verso la 100 e un simpatico fotografo mi coglie anche nella ripartenza...
una bella foto, che da poco è diventata l'immagine del mio profilo su Facebook (grazie alla segnalazione di Marco Della Vedova!).
Poi all'arrivo se ci fosse stato un prato mi ci sarei buttato dandomi dell'idiota, come scrisse il buon Pedrotti in un suo blog, ma in realtà vedo solo il buon Stefano Galletti (che saluto) intento a commentare la gara, sempre con grande simpatia e professionalità.
27 minuti, a 07:57 min/kmsf mentre i buoni Zagonel, Seppi (Andrea) e Curzio volavano nelle prime 3 posizioni con tempi totalmente inarrivabili.
16° su 26 partecipanti, contento per come ho gestito il castello, molto meno per altri errori evitabilissimi. A essere onesti, mi sarei potuto giocare il 15° o il 14° posto, avessi evitato gli errori, togliendo 2 o 3 minuti, ma non molto di più.

Il giorno dopo a Castelvetro di Modena (borgo veramente bellissimo) parto molto concentrato, deciso a fare un po' meglio del giorno precedente.

E naturalmente al primo punto riesco subito a dare il meglio di me, non vedendo una scala enorme, e facendo il giro lungo. La cosa buona è che, con partenza decisamente in salita, non spingo al massimo. Poi 2,3,4 sono ok, a parte il 4 dove ho una indecisione perché non vedo il mini-passaggio nella siepe. Anche qui comunque tengo un ritmo di corsa non troppo sostenuto. Alla 5, che chiude la farfalla, commetto forse l'unico vero errore un po' grave della gara, a causa della perdita di concentrazione. Appena mi rendo conto dell'errore comunque recupero in fretta. Dal 6 in avanti comincia un'altra gara, sempre in anticipo con la lettura dei punti, e in progressione. Addirittura corro lo sprint finale dalla 100 al finish intorno a 02:50 min/km.
Concludo in 23:27, 9° su 21 partiti, davvero molto soddisfatto per la prestazione, probabilmente la mia miglior sprint di sempre, soprattutto considerando che era una gara  di livello nazionale, come quella a Brescia.

La condizione fisica c'è e sta costantemente crescendo (anche se mentre scrivo purtroppo sto ancora soffrendo di un piccolo infortunio al vasto mediale sinistro, che spero rientri in fretta...) e andrebbe sfruttata ancora meglio. Il potenziale della corsa è superiore a quanto fatto finora in gara, ma per sfruttarlo al 100% bisogna avere una condizione tecnica e mentale all'altezza (banalmente la testa deve stare dietro alle gambe).
Speriamo che nel prosieguo della stagione i miglioramenti continuino ad esserci.














mercoledì 25 marzo 2015

2013 Fango a Carrega ... 2015 Fango a Carrega...

Nel 2013 ci avevo corso per la prima volta, ai campionati italiani middle, come ho raccontato nel blog scritto per l'appunto due anni fa.
Giusto per rievocare un po' l'evento, aveva piovuto praticamente per una settimana, la situazione il sabato alla gara di qualificazione sulla parte "sud" della carta era qualcosa di allucinante, semplicemente non si stava in piedi, né in salita né in discesa (e né in piano...).

Avevo patito, ero caduto varie volte e alla fine avevo cercato solo di concludere la gara. La finale a livello di terreno era stata un po' meglio, ma sicuramente sempre impegnativa. L'unica cosa buona era che, almeno durante le mie gare, almeno non aveva più piovuto.

Quest'anno mi sono detto: "figuriamoci! dopo il diluvio del 2013 sicuramente ci sarà un sole enorme!"
Macchè... il tempo è stato addirittura peggiore del 2013, perché oltre a esserci fango esattamente come nel 2013 ha diluviato per tutto il tempo e faceva un freddo cane.

 Mi presento comunque in partenza piuttosto tranquillo e insensibile agli agenti esterni nonostante l'acqua in testa, il freddo, alcune noie del giorno prima a Parma (bici a noleggio dell'ostello rubata e cazziatone fatto da me alle 23:00 ai vicini di camera che a 40 anni suonati hanno pensato bene di improvvisare un piagiama party... BAH ) e l'incubo del fango che di lì a poco mi avrebbe torturato per 11.1 kmsf.

Dicevamo, appunto, gara long in MA da 7.6 km + 350 m di dislivello.

Come al solito il primo punto è sempre un po' uno spauracchio, alla fine decido per la scelta più conservativa.
Confrontandomi poi a fine gara con chi va forte, scopro che la scelta era azzeccata. Sicuramente pago un po' di indecisione nelle prime fasi e un po' di difficoltà nel superare i vari alberi abbattuti presenti sul sentiero.
Nessun problema alla 2, e per andare alla 3 ho più difficoltà e indecisioni in discesa che in salita. Poi alla quattro un po' di vero orienteering. Per andare alla 5, tratta davvero lunga, sono possibile molte scelte di percorso. Sono convinto di aver fatto una scelta abbastanza azzeccata. Da segnalare solo un po' di casino all'inizio (purtroppo sono passato senza volerlo in una zona privata, ahimè...) poi dopo il lungo tratto di strada ed il grezzo, sicuramente qualche rallentamento qua e là e dal lago mi accorgo solo rivedendo la mappa che conveniva passare dalla parte ovest del lago, si evitava un saliscendi che ho fatto passando a est. Piuttosto bene e filanti 6-7-8, poi per andare  al 9 dopo aver fatto un'ottima strategia  vado a incasinarmi proprio in zona punto, come si vede dai ghirigori della traccia. 10 - 11 e 12 nuovamente filanti e concludo in 1:36:59, che mi vale una media di 8:44 min/kmsf la mia miglior prestazione di sempre, in una gara long.
Tra l'altro nonostante il fango e le condizioni ambientali davvero estreme arrivo piuttosto "fresco".
Peccato quell'errore al 9, probabilmente l'unico vero errore della gara.

Che dire... innanzitutto nonostante il fango perenne ritengo che questo posto sia ottimo per fare orienteering, e la mappa è di alto livello (bravo Remo!). Poi sono molto soddisfatto della mia gara, e a volte bisogna esserlo per continuare ad avere la giusta motivazione.
Per la cronaca, a Carrega 2013 avevo chiuso la qualificazione middle (che era più corta) in circa 2h
e nel blog mi dichiaravo soddisfatto perché ero riuscito a fare 12 min/kmsf e mi davo come obiettivo per gare del genere 10 min/kmsf.
Ora sono andato a 8:44 min/kmsf... potrei darmi un 6:30 min/kmsf  come obiettivo e vedere tra due anni a che punto sarò!

Scherzi a parte, malgrado qualche errorino e le varie indecisioni/rallentamenti che ancora ho, che però vedo che gara dopo gara sono sempre meno, la prossima sfida è quella di riuscire a contenere gli errori andando più forte e sfruttando meglio il potenziale fisico, che adesso comincia ad essere ragionevole.
Non è facile per nulla... chi fa questo sport sa quanto è difficile migliorarsi, ma bisogna crederci.

Per il resto da segnalare il ritiro di mia moglie Elisabetta per un malessere e l'ottimo terzo posto di Michele Fiocca, amico e compagno di viaggio in questa avventura (e molte altre) , compagno di allenamenti di corsa e in bici.

Un saluto particolare va a Dario Pedrotti, fortissimo atleta della M35 di cui leggo sempre i blog. In particolare prima della gara ho riletto il quello sui suoi campionati italiani middle a Carrega del 2013 e mi sono buttato per terra dalle risate! Troppo forte... A presto Dario, ci incroceremo in qualche gara quest'anno!

mercoledì 4 marzo 2015

Doppia mappa a Clusone

Sarò ripetitivo e dirò cose ovvie, ma la long è sempre la long.
Personalmente la considero la "principessa" delle gare di orienteering, ed è per preparare questa tipologia di gara che sto facendo gli sforzi maggiori in allenamento.

Partire per competere in una long, ogni volta, è come partire per un viaggio fatto di solitudine, fatica, concentrazione e natura. Amo in particolare i tratti lunghi, quando a seguito di una grande concentrazione per decidere la direzione, si corre seguendo la propria strada, la propria linea, e nessuno può mettere in discussione la nostra scelta, redditizia o meno, più lunga o più corta, conservativa o d'assalto.

Ma veniamo alla gara (per me prima gara di bosco della stagione 2015), se no mi perdo in soliloqui vagamente poetici.
Non si può dire che a Clusone la carta sia facilmente adattabile ad una gara long, ma gli organizzatori hanno a mio avviso fatto un lavoro egregio, almeno per quello riguarda la MA.
Ho apprezzato l'idea del cambio mappa, con una tracciatura un po' middle-oriented nei primi 16 punti, e poi con tratte più lunghe nei restanti 13.

Entriamo nel ricordo della gara, questa volta vado un po' nel dettaglio.






































Come al solito al primo punto mostro qualche titubanza e faccio una scelta molto conservativa che passa per i due sentieri, prima di puntare al verde 2, ottima linea d'arresto per poi puntare alla 2.
A ben guardare avrei potuto subito "lanciarmi"
come indicato dalle frecce rosse, passando tra la roccia ed il verde 2.

La gara prosegue abbastanza filante fino al punto 6, poi incappo nel primo errore grave.
Nell'andare alla 7 non prendo bene la direzione dal masso, e mi ritrovo sul sentiero, perdo un po' di tempo a ritrovare il riferimento, poi vedo  i due massi a est del prato e riesco ad andare al punto.

Dalla 11 al 12 mi lascio sorprendere e finisco in dei rovi devastanti (purtroppo non sarà l'unica volta...) infatti sottovaluto quella striscia molto sottile di verde 2 vicino al prato. Una possibile alternativa era quella indicata dalle frecce rosse.
Dalla 13 alla 14 commetto l'errore di lettura di cui probabilmente mi rammarico di più... semplicemente non vedo del tutto la possibilità di passare per i due ponti, come indicato dalle frecce rosse. Avrei potuto evitare   sia i saliscendi nella parte iniziale, sia (soprattutto) la salita finale.
Ancora un po' di fatica alla 15 e poi una bella corsa rigenerante e in piano alla 16, dove vi è il cambio mappa.
Il 17 è un punto interlocutorio, poi c'è subito la tratta più lunga della gara, dal 17 al 18.

Anche qui, ora che sono comodamente seduto in poltrona a commentare le mie "gesta" è facile dire che mi sarei divertito di più a gettarmi a capofitto nel bosco e seguire i vari sentieri. Onestamente in gara l'idea di poter correre un po' sull'asfalto mi ha allettato troppo... sicuramente non l'idea più redditizia, ma almeno ho riposato un po' la mente.


Poi la gara prosegue abbastanza bene, a parte la partenza dalla 20 alla 21, che vado a fare inspiegabilmente un giro dell'oca su sentiero, mentre dalla 21 alla 22 arriva il vero segno di stanchezza perché parto in direzione opposta verso la 25... fortunatamente me ne accorgo subito e limito il danno.

Se già la mente è stanca il fisico riceve l'ultima mazzata tra 25, 26 e 27, dove le salite su terreno molto ripido ed accidentato si fanno sentire. Infatti sull'ultima salita dell'ultimo punto, dalla 28 alla 29 lungo il muretto sul prato sono costretto a camminare.

Qual è il bilancio? Innanzitutto mi sono divertito come una matto... che è la cosa più importante. Questa mappa di Clusone è un vero spasso, il bosco è quasi sempre pulito e si riesce a correre bene.

Per quanto riguarda la prestazione, le mie considerazioni sono le seguenti. Il percorso era 10.66 km + 240 m di dislivello, ovvero 13.1 kmsf corsa in 1h 58 min, alla media di 9 min/kmsf.
E' ad ora la mia miglior media di sempre in una gara long, avendo comunque compiuto abbastanza errori (la stima degli errori è di circa circa 10 min), ed essendo la prima gara in bosco della stagione posso ritenermi soddisfatto. Errori a parte, c'è ancora da mettere un po' a posto la condizione fisica, perché nonostante gli allenamenti sugli ultimi punti ero molto stanco.
Un percorso come questo in modalità "trail", lo corro in circa 1h 10 min ma si sa, l'orienteering è tutta un'altra storia. Penso comunque di poter arrivare a stare sugli 8 min/kmsf per fine stagione su gare di questo genere.

Adesso c'è la spint a Recco, dove spero di confermare la buona gara di Savona, poi il prossimo test su una long sarà probabilmente ai boschi di Carrega. Sono anche impaziente di vedere il mio attuale livello su una middle.

lunedì 16 febbraio 2015

Sea-O-Liguria a Savona, a un passo dal vero potenziale nella Sprint

Molto spesso un'attività sportiva agonistica lascia insoddisfatti, e dopo una competizione si è portati a vedere il bicchiere mezzo vuoto piuttosto che quello mezzo pieno.
Quante volte ci sorprendiamo a dire:"Ah... se qui avessi fatto così piuttosto che cosà" ecc...

Nel caso dell'orienteering, questo tipo di discorso è un must dopo la gara, specialmente quando ci si ritrova insieme con i propri amici avversari ad analizzare la gara, punto di controllo dopo punto di controllo... e si finisce sempre a fare l'elenco degli errori di lettura, dei rallentamenti inutili, del fatto che si è andati in crisi, e via discorrendo.

Devo ammettere che in questo sono davvero un maestro ma questa volta, in questa gara, voglio partire con una considerazione diversa, ovvero che, forse per la prima volta, ho sfiorato la possibilità di esprimere in gara il mio vero potenziale.

Ma andiamo con ordine.
Parto con il dire che la prima gara della stagione a Camogli, un po' raccontata nel precedente post, non era andata proprio come sperato. Un inverno di allenamenti (soprattutto in ottica middle e long, va detto) vanificati da 2 costole incrinate per aver fatto il pirla...

Nonostante le costole non fossero ancora a posto, parto con il morale molto alto, e la mattina della domenica mi reco da Albissola a Savona di corsa, per fare un po' di riscaldamento adeguato, seguito dalla moglie in bici. Fa molto freddo, ha piovuto tutto il sabato, e c'è un vento gelido... ma almeno c'è il sole che fa sperare di trovare, nella gara, un terreno in buona parte asciutto.
Arriva il momento della partenza, prendo la mappa e mentre corro cerco subito di localizzarmi.
Arrivo a capire un po' troppo tardi la linea ideale (in verdino), e opto per fare un po' più strada senza rallentare... (la traccia GPS purtroppo è un po' rovinata perché si partiva sotto un portico).
La gara prosegue filante fino al punto 13, dove quasi sempre riesco
a correre intorno ai 4 min/km ed in alcuni casi scendo fino a 3:20.

Poi commetto l'unico vero errore di cui mi rammarico.
Per andare al 14, che poteva essere o sull'angolo dentro il parco giochi o fuori dal parco giochi, saggiamente decido di guardare in corsa la descrizione punti... ma purtroppo mi confondo, e perdo un po' di tempo a tornare indietro ed entrare nel parco giochi, come si vede dalla figura.
I punti nel Priamar fortunatamente sono abbastanza semplici, riesco a fare un buon ritmo anche lì, e gli ultimi punti fuori dal Priamar sono di nuovo da fare sotto i 4 min/km, perché fortunatamente gambe e fiato sono a posto.


In sintesi: la distribuzione del passo, si nota che la campana è centrata sui 4:30 min/km


e la stima degli errori, in secondi, che evidenzia l'errore significativo alla 14 (39 s)


Ho fatto la mia miglior sprint di sempre, ed esprimendo totalmente il potenziale potevo avvicinarmi al terzo posto... ed avvicinarmi a Marco sarebbe stato un vero onore!
Per il resto, la classifica...


Christopher ed Enrico sono inarrivabili... per ora.

Staremo a vedere cosa mi riserveranno le gare di bosco quest'anno... ma cominciare con un netto salto di qualità nelle sprint fa piacere, sperando almeno nelle Sprint di mantenere se non migliorare questo livello.

Concludo il blog con un paio di istantanee post-gara...
una con due dei miei compagni di squadra, Claudio e Andrea, sempre ottimi avversari, ed una con la mia compagna di vita, anche lei impegnata in gara, e con ottimi risultati!



Alla prossima...

giovedì 5 febbraio 2015

E con il 2015 si ricomincia a scrivere...

Qualcuno potrebbe credere che ho mollato l'orienteering. 
Qualcuno potrebbe credere che non mi andava più di scrivere blog.
In realtà a volte succede così, che semplicemente ci si dimentica da fare qualcosa,
e se poi non si pone un'azione correttiva, il dimenticarsi da episodio isolato diventa la regola.

La realtà è che non ho affatto smesso di correre, anzi...
Nel 2014 ho corso, e molto più del 2013. 
Tra le varie esperienze, io e mia moglie siamo andati  ai campionati nazionali francesi,  siamo anche andati a correre in Repubblica Ceca. Indimenticabili i campionati italiani al passo Vezzena.
Inoltre ho cominciato ad allenarmi seriamente... soprattutto in ottica delle gare long, cominciando anche a cimentarmi nelle distanze dei trail.

Ormai corro fisso in MA, anche le gare long, e a volte comincio ad avere un po' di soddisfazione a livello agonistico avvicinandomi, quando la gara non è troppo tecnica, ad alcuni di quelli che corrono in Elite. 

Ciò detto, quest'anno (2015) pensavo di aprire la stagione con il botto... gara sprint a Camogli e volevo fare bene.
Purtroppo pensando di avere molti anni in meno di quelli che ho, il venerdi precendente la gara (la gara era di domenica) ho pensato bene di andare a pogare al concerto di un mio amico.
Risultato: 2 se non 3 costole incrinate. 
Inutile dire che le spalle vincono sempre contro il torace...

Spinto però dall'amore per l'orienteering, dopo un sabato passato in pessime condizioni fisiche, decido di cimentarmi ugualmente nella gara.
La quantità di scale e salite mettono subito alla prova la mia povera cassa toracica, e mi accorgo immediatamente di non poter spingere al massimo. Inoltre, essendo la prima gara della stagione, mi ritrovo anche un po' "lento" enlla lettura, rispetto alle ultime gare del 2014. Perciò tento semplicemente di portare a casa una gara dignitosa evitando di soffrire troppo.

Alla fine ci riesco, anche se il mio target per una gara del genere, in condizioni di forma buone,
era intorno ai 19 minuti. 
Mi ritengo comunque soddisfatto, data la situazione 


Per il resto, giornata di sole bellissima, un po' di turismo in ottima compagnia dopo la gara e grande abbuffata di focaccia.

Vi lascio con il momento del mio arrivo



Non male no?

Alla prossima... 

sabato 2 novembre 2013

Il giorno e la notte - gara bi-sprint a Piossasco

Strano il titolo di questo post vero?
"Il giorno e la notte" cosa vorrà mai dire...
Molto semplice, la gara era una doppia sprint, e la mia prestazione nelle due gare è stata proprio dal giorno alla notte (o meglio dalla notte al giorno).
Vediamo di capire meglio...

Mi presento alla competizione piuttosto carico e motivato. La carta attualmente in uso non è molto precisa, ma sono comunque convinto di poterci passare sopra senza problemi.
Dopo un bel riscaldamento assieme ad Andrea Bruno, viene il mio momento.
Parto forte, ma già per andare al primo punto qualcosa non va. Faccio una scelta tra diversi sentieri e dopo poco non mi torna la mia posizione. Nel tentativo disperato di non perdere troppo tempo vado un po' alla cieca, trovo la mia seconda lanterna, faccio azimut verso la prima e finisco chissà dove.
Possibile?
Mi vengono in mente i lunghi azimut che ho fatto in altre gare, piuttosto recentemente ad Aprica, e rimango piuttosto smarrito.
La prima manche è andata, ma voglio riprovare, pertanto ritorno da capo e riparto. Inspiegabilmente rifaccio esattamente le stesse cose di prima.

Stesse scelte, stessi errori, stesso smarrimento...

Torno in partenza, sconsolato, e giustamente vengo anche redarguito da Andrea Bruno che mi dice che le gare si finiscono, che non bisogna mollare. 
Ha perfettamente ragione, e io sono un pirla.
Ciò detto scopro poi che il mio fallimento era dovuto all'errata tracciatura dei sentieri in carta. Quello che doveva essere il più grande era il più piccolo, ma avrei dovuto passarci sopra. Non si butta via una gara per una stupidaggine simile...

La cosa positiva è che non mi perdo d'animo e parto nuovamente motivato per la seconda manche. Sicuramente non una gara perfetta, ma piuttosto lineare e con solo un piccolo errore, per andare alla 12.
Un po' di sfiga ovviamente non guasta mai e mi si slaccia pure una scarpa in gara, pur avendo fatto il doppio nodo.



1.8 km + 95 m ovvero 2.75 kmsf percorsi in 27 min 14 sec, ovvero 9.87 min/kmsf. Speravo di fare ambo le manche sui 9 min/kmsf o anche meno, ma non è stato possibile. 

I complimenti di giornata vanno a mia moglie Elisabetta che riesce a vincere la seconda manche facendo una gran gara. Ricchi premi in generi alimentari, sempre ben accetti e utili!